Nel mondo della termoidraulica, la conformità alle normative è cruciale per garantire impianti sicuri ed efficienti. Questo articolo esplora dettagliatamente le normative e le direttive che regolamentano gli impianti idrici sanitari in Italia.
Cos'è un Impianto Idraulico?
L’impianto idraulico è quel sistema di condotte e tubazioni che alimentano i servizi igienici del bagno (wc, lavabo, bidet, doccia), la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie. Dalla rete pubblica, posta sotto la strada o il marciapiede, e attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, l’acqua potabile arriva direttamente nella nostra abitazione - sia essa casa unifamiliare o appartamento in condominio - per soddisfare i nostri bisogni: da bere o per cucinare, lavare le stoviglie o i vestiti, per l’igiene personale.
Nel sostituire o costruire ex-novo un impianto idrico (o idraulico) è peculiare - onde prevenire e ridurre al minimo gli errori - la conoscenza della normativa tecnica per operare in completa sicurezza.
Struttura dell'Impianto Idraulico: Adduzione e Scarico
L’impianto idraulico si divide in due sistemi separati:
- Adduzione: Immette nell’edificio l’acqua potabile proveniente dall’acquedotto comunale per il funzionamento degli apparecchi sanitari, per lavaggi e per bere.
- Scarico: Complesso di condutture dedicato alla fuoriuscita dei liquami di scarto (o acque reflue) ed è diretto verso la fognatura o un impianto di riciclo e riuso dei reflui.
Gli impianti domestici devono essere progettati “a regola d’arte”, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformità alle norme tecniche armonizzate europee.
Normative di Riferimento
Esistono diverse normative che regolamentano gli impianti idraulici in Italia. Ecco le principali:
- Legge 5 marzo 1990, n. 46: Norme per la sicurezza degli impianti idraulici (testo degli articoli 8, 14 e 16 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 marzo 1990, n. 60).
- D.M. 37/08: Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.
- Norme UNI: Forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.
Norme UNI per Impianti Idrici Sanitari
Le norme UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) svolgono un ruolo fondamentale nell’assicurare la qualità e la sicurezza degli impianti idrici sanitari. Queste norme forniscono linee guida specifiche per progettare, installare e mantenere gli impianti in modo corretto. Le norme UNI per impianti idrici sanitari definiscono requisiti dettagliati per materiali, dimensioni delle tubazioni, sistemi di distribuzione dell’acqua calda e fredda e molto altro ancora. Assicurarsi di fare riferimento a queste norme durante la progettazione e l’installazione dell’impianto è un passo essenziale per garantire la qualità e la sicurezza a lungo termine.
Le principali normative UNI che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:
- UNI EN 806: "Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano". Specifica i requisiti e fornisce indicazioni su progettazione, installazione, modifica, prove, manutenzione e funzionamento di impianti per acqua potabile all’interno di edifici.
- UNI 9182: "Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo". Fornisce una guida dettagliata sui parametri e i criteri tecnici da seguire per la progettazione e l’installazione di reti idrauliche destinate al consumo umano.
- UNI 12056-5:2001: "Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso". Si applica ai sistemi fognari per acque reflue a gravità all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.
Normativa Idraulica e Sicurezza
La normativa per l’impianto idrico sanitario copre una vasta gamma di aspetti relativi agli impianti idrici. Uno degli obiettivi principali di queste regolamentazioni è garantire la sicurezza degli impianti, prevenendo perdite, contaminazioni e malfunzionamenti. Queste norme stabiliscono requisiti per la corretta installazione di valvole di sicurezza, sistemi di protezione da sovrapressione e dispositivi di intercettazione dell’acqua. Inoltre, vengono fornite indicazioni dettagliate sull’isolamento termico delle tubazioni per prevenire la dispersione di calore e garantire l’efficienza energetica complessiva.
Impianti Idraulici a Norma: Cosa Significa?
Gli impianti idraulici a norma non solo rispettano le regolamentazioni legali, ma offrono anche numerosi vantaggi pratici. Un impianto a norma riduce il rischio di guasti improvvisi, minimizza le perdite d’acqua e assicura che l’acqua erogata sia sicura per il consumo umano. Inoltre, rispettare le normative può contribuire a evitare multe e sanzioni, che possono derivare da impianti non conformi. Le norme UNI, le direttive idrauliche e le regolamentazioni sull’igiene sono tutti fattori che devono essere attentamente considerati durante la progettazione, l’installazione e la manutenzione. Gli impianti idrici a norma non solo garantiscono la sicurezza dei residenti, ma contribuiscono anche al risparmio energetico e all’efficienza complessiva dell’edificio.
Come si Progettano e Installano gli Impianti Idrici per l’Acqua Potabile? Analisi della UNI EN 806
La norma UNI EN 806 fornisce le "Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano".
La norma specifica i requisiti e fornisce raccomandazioni sulla progettazione, installazione, modifica, sulle prove, manutenzione e sul funzionamento degli impianti per acqua potabile all’interno degli edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all’esterno degli edifici, ma all’interno degli immobili.
Essa è divisa in 5 parti:
- Generalità
- Progettazione
- Dimensionamento delle tubazioni - Metodo semplificato
- Installazione
- Esercizio e manutenzione
Parte 1 UNI EN 806: le generalità
Nella prima parte della UNI vengono indicati gli obiettivi principali. Essi consistono nell’assicurare che:
- sia evitato il deterioramento della qualità dell’acqua nell’impianto;
- la portata d’acqua e la pressione richieste siano disponibili nei punti di prelievo e nei punti di allacciamento di apparecchiature (come per esempio lavatrici e scaldaacqua);
- l’acqua potabile soddisfi le norme riguardanti la qualità fisica, chimica e microbiologica nei punti di prelievo;
- tutte le parti dell’impianto non provochino pericolo per la salute e non danneggino beni durante la loro durata di vita calcolata;
- la manutenzione dell’impianto soddisfi i requisiti funzionali in tutti i momenti durante la sua durata di vita;
- i livelli di emissione acustica siano mantenuti ad un livello minimo ottenibile;
- siano evitati la contaminazione dell’approvvigionamento idrico pubblico, il consumo eccessivo, la perdita e l’impiego scorretto.
Parte 2 UNI EN 806: la progettazione degli impianti di acqua potabile
La seconda parte della UNI EN 806 fornisce raccomandazioni utili e specifica i requisiti necessari per la progettazione degli impianti di acqua potabile all’interno di edifici e per le tubazioni all’esterno degli stessi, ma dentro le proprietà e si applica ai nuovi impianti, alle modifiche e alle riparazioni. Si applica a prescindere che l’acqua sia approvvigionata da un soggetto erogatore pubblico o privato.
Per la progettazione e la costruzione di un impianto di acqua potabile si considerano due tipologie d’impianti:
- gli impianti di acqua potabile chiusi (tipo A);
- gli impianti di acqua potabile non pressurizzati (tipo B).
Bisogna progettare l’impianto in modo tale da:
- evitare sprechi, consumi eccessivi, usi impropri e contaminazioni dell’acqua;
- evitare una velocità eccessiva, basse portate e aree di ristagno;
- permettere l’approvvigionamento idrico a tutte le singole uscite, tenendo conto della pressione, della portata, della temperatura dell’acqua e dell’uso dell’edificio;
- evitare l’intrappolamento di aria durante il rifornimento e la formazione di sacche d’aria durante il funzionamento dell’impianto;
- non causare pericolo o arrecare disturbo a persone e animali domestici né danneggiare edifici e beni contenuti in essi;
- evitare danni e impedire che la qualità dell’acqua sia influenzata dall’ambiente locale;
- facilitare l’accesso alle apparecchiature e gli interventi di manutenzione sulle stesse;
- evitare collegamenti incrociati;
- ridurre al minimo la generazione del rumore.
Tutti i tubi e i giunti di un impianto di acqua potabile devono essere progettati per durare 50 anni, tenendo conto delle condizioni di esercizio specifiche e delle condizioni di manutenzione appropriate.
Temperatura e pressione
Particolare attenzione è data sia alla temperatura che alla pressione. Tutti i componenti del sistema devono essere progettati per soddisfare i requisiti della pressione di prova. La pressione di prova deve essere di almeno 1.5 volte la pressione di esercizio massima ammissibile (PMA). I materiali, i componenti e le apparecchiature devono essere in grado di resistere a temperature dell’acqua fino a 95° in condizioni di guasto.
Dopo 30 secondi dall’apertura completa di un raccordo di prelievo, la temperatura dell’acqua non dovrebbe superare i 25°C per i punti di prelievo di acqua fredda e non dovrebbe essere inferiore di 60°C per i sistemi centralizzati di acqua calda. I sistemi di acqua calda dovrebbero essere dotati di impianti per permettere di aumentare la temperatura fino ai punti terminali del sistema a 70°C per scopi di disinfezione, per evitare la proliferazione di batteri e ridurre così il rischio legionella.
Scelta dei materiali
La norma indica i materiali accettabili per il sistema idrico, elencandoli in maniera non esaustiva nell’ “appendice A”. Per scegliere i materiali per un sistema idrico bisogna tenere in considerazione una serie di fattori:
- effetto sulla qualità dell’acqua;
- vibrazioni, sollecitazioni o assestamento;
- pressione interna dell’acqua;
- temperatura interna ed esterna;
- corrosione interna ed esterna;
- compatibilità tra materiali diversi;
- invecchiamento, fatica, durabilità e altri fattori meccanici;
- permeazione.
In nessun caso devono essere impiegati tubi e raccordi di piombo.
Le tubazioni di approvvigionamento e distribuzione devono poter essere intercettati e drenati. Ogni tubazione che serve un locale o un’utenza deve poter essere chiusa per mezzo di una valvola d’arresto senza interrompere l’approvvigionamento agli altri locali. Questa valvola deve essere installata all’interno dell’edificio in una posizione accessibile. I rubinetti di acqua calda devono essere posizionati a sinistra, quelli dell’acqua fredda a destra. Se possibile le tubazioni di approvvigionamento e distribuzione dovrebbero essere installati a vista o “in cassetta”, questo per facilitare eventuali interventi di manutenzione.
Parte 3 UNI EN 806: il dimensionamento
La terza parte della norma descrive il metodo di calcolo per il dimensionamento delle tubazioni per gli impianti di acqua potabile (non include il dimensionamento delle tubazioni per sistemi antincendio). Il sistema di alimentazione di un impianto idrosanitario deve essere dimensionato in base alle portate massime probabili.
Per poter dimensionare le tubazioni bisogna prendere in considerazione:
- la tipologia dell’impianto;
- le condizioni di pressione;
- le velocità di flusso.
La norma tratta del dimensionamento semplificato per impianti normalizzati. Questo metodo semplificato può essere usato per tutti gli edifici che non hanno dimensioni nettamente superiori alla media, di fatto, quindi, la maggior parte degli edifici. Il metodo prevede l’individuazione degli apparecchi sanitari da alimentare per ogni tratto di tubazione da dimensionare. Per ogni tipo di apparecchio viene associata una portata unitaria espressa anche come unità di carico (1 UC equivale alla portata di prelievo QA di 0,1 l/s). Si calcola la portata totale QT dalla somma delle portate singole degli apparecchi. Partendo dall’ultimo punto di prelievo, si delineano le unità di carico per ogni parte dell’impianto. Si procede poi alla somma delle unità di carico per ottenere la portata totale in ogni tratto.
Parte 4 UNI EN 806: l’installazione
La quarta parte della UNI contiene i requisiti e le raccomandazioni relativi alle modalità che dovrebbero essere applicate per la messa in opera degli impianti al fine di garantire che il sistema soddisfi i requisiti di sicurezza a lungo termine, di efficienza d’uso e rispetto dell’ambiente.
I vari metodi di giunzione usati con diversi materiali per tubi e giunti di collegamento sono:
- metodi di giunzione per tubi metallici;
- metodi di giunzione per tubi di plastica (PE-X, PE, PVC-U);
- metodi di giunzione per tubi di plastica (PVC-C, PP, PB);
- metodi di giunzione per tubi multistrato).
Per quanto riguarda l’installazione possiamo far riferimento anche alla UNI 9182:2014 unitamente alla quarta parte della UNI EN 806. Secondo la normativa italiana le colonne montanti di una rete di distribuzione di acqua fredda e calda devono essere provviste di:
- organi di intercettazione, alla base e di eventuale organo di taratura della pressione e di rubinetto di scarico di diametro non minore di 1/2 che siano sicuri da un punto di vista della manovrabilità e della durata nel tempo;
- ammortizzatore di colpo d’ariete alla sommità collocato in posizione accessibile.
Le colonne di ricircolo di acqua calda devono essere collegate nella parte più alta del circuito in modo da consentire lo sfogo dell’aria. Le tubazioni devono essere poste a distanze sufficienti per consentirne lo smontaggio e a permettere al corretta esecuzione del rivestimento isolante.
Gli apparecchi sanitari richiedono minimi di rispetto per l’uso degli spazi. Questo criterio deve essere tenuto in considerazioni durante la progettazione e dopo l’installazione. I supporti e i sostegni degli apparecchi sanitari devono essere tali da assicurare nel tempo la stabilità e la sicurezza di funzionamento. La posizione delle prese di corrente e degli apparecchi utilizzatori rispetto agli apparecchi sanitari deve essere tale da impedire ogni pericolo di folgorazione elettrica.
Le pompe devono essere installate in modo da non trasmettere il rumore e le vibrazioni alle strutture degli ambienti nei quali sono collocate e alle reti di tubazioni alle quali sono collegate. Tutte le apparecchiature devono essere montate in modo tale da consentire agevole eventuale manutenzione, smontaggio e rimontaggio.
Parte 5 UNI EN 806: la manutenzione
La quinta ed ultima parte della norma UNI EN 806 si riferisce alla manutenzione degli impianti. Gli impianti devono essere sottoposti a manutenzione per evitare di influire negativamente sulla qualità dell’acqua potabile, sulla distribuzione agli utenti e sulle attrezzature dell’ente di distribuzione dell’acqua. Devono essere, perciò, controllati a intervalli regolari per verificarne la sicurezza e le prestazioni. Per poter agevolare queste operazioni è necessario che le informazioni pertinenti all’impianto siano sempre disponibili.
Rifacimento dell'Impianto Idraulico
Rifare l’impianto idraulico non consiste nella semplice sostituzione dei sanitari del bagno o i termosifoni, ma significa eliminare totalmente le vecchie tubazioni e sostituirle, con tutti i sottosistemi collegati. Dopo anni di funzionamento, il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, da eseguire non solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare senza problemi. Con tubazioni che si trovano nascoste dentro le strutture dell’edificio, problemi come perdite, corrosione o inefficienze possono rimanere celati fino a diventare emergenze critiche che producono danni non solo alla propria abitazione ma anche a quelle dei vicini.
Quando è Necessario Rifare l'Impianto Idraulico?
La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo. Studi hanno mostrato che la durata media delle tubature varia in base al materiale: per esempio, il Pvc può durare oltre 40 anni, mentre il rame e l’acciaio galvanizzato hanno una vita media di circa 50 anni. Inoltre, problemi comuni come corrosione, calcificazione e usura generale possono compromettere l’integrità dell’impianto, anche se realizzati in tempi più recenti. In particolare, tubi in materiali più vecchi come il piombo possono rilasciare sostanze nocive nell’acqua, diventando un rischio per la salute.
Materiali Utilizzati
I materiali utilizzati per gli impianti idraulici si differenziano tra impianti di carico e di scarico:
- Rame: Durevole e resistente, ideale per l’impianto idrico di una casa.
- Tubi Multistrato: Costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio), offrono resistenza alle alte temperature, flessibilità e leggerezza.
- PVC: Standard per le tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici, unisce praticità e conformità normativa.
Tipologie di Impianti di Adduzione
Si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua:
- Sistema a Derivazione: Caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa.
- Sistema a Collettore: Prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua.
Relining: Un'Alternativa Innovativa
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.
Adempimenti Burocratici
Per il rifacimento dell’impianto idraulico è necessario presentare una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa. Inoltre, l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto, attestando che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati.
Detrazioni Fiscali
Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi, da ripartire in 10 anni.
Certificazione Impianto Idraulico
La certificazione per impianto idraulico è un documento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia e delle installazioni idrauliche. È un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformità e l’adeguatezza dell’impianto idraulico di un edificio.
Quando è richiesta la certificazione dell’impianto idraulico?
La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:
- installazione di un nuovo impianto
- modifiche o ampliamenti
- manutenzione straordinaria
- allacci di nuove utenze
Come ottenere la certificazione impianto idraulico
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- progetto dell’impianto
- materiali e documentazione
- sopralluogo e verifica
- certificazione
Secondo il D.M. 37/08 l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico. La rilascia al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto. Gli impianti idrici devono essere realizzati dalle imprese secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell’arte.
Rischi e Sanzioni per Assenza di Certificazione
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici. I rischi maggiori sono:
- rischi per la sicurezza
- sanzioni amministrative
- difficoltà nella vendita o locazione
- possibili contenziosi legali
- problemi con le assicurazioni
Tabella Riepilogativa Normative Impianti Idraulici
| Normativa | Descrizione |
|---|---|
| Legge 5 marzo 1990, n. 46 | Norme per la sicurezza degli impianti idraulici |
| D.M. 37/08 | Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici. |
| UNI EN 806 | Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano |
| UNI 9182 | Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo |
| UNI 12056-5:2001 | Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso |
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